Articolo TRUE Project ( Andrea Becchi )

Recensione TRUE PROJECT di Andrea Becchi 
Maggio 2012



Eleonora Chiesa, un’importante esponente della performance art in Italia, torna a far discutere e riflettere. L'artista presenta a Genova la prima tappa di T.R.U.E. Project - Thousands of Reasons for Uprising in Europe. Di cosa si tratta? Dagli Indignados spagnoli, a Occupy Wall Street, in tutto il mondo si sta articolando una protesta mirata contro lo strapotere della finanza e degli istituti dediti al signoraggio bancario. Eleonora Chiesa è una delle voci in Italia che intende dare una carica espressiva a un movimento che nasce nella protesta, cresce nel disagio e si alimenta di disperazione.
Eleonora non è nuova a iniziative che rivelano lo squallore e la forza violenta dei giochi di potere. Le sue performance – come in quella intitolata Les Perbenistes del 2004 – la metafora utilizzata era il gioco degli scacchi come sfida vitale tra gli spettatori e la stessa artista. Oppure nel suo video chiamato Crossing del 2010, l’allegoria della problematica dell’immigrazione era rappresentata da passaporti trasformati in barchette abbandonati alle acque. Nel suo video Frozen flags del 2011, Chiesa criticava l’ipocrisia del patriottismo utilizzando bandiere congelate: simboli fragili di organizzazioni solo in apparenza potenti e distruttrici. Irriverente e problematica come sempre, questa brillante artista anche oggi sfida il “buon senso” con la sua carica anticonformista. L’obiettivo di oggi è quello di sempre: la disumanità e la volgare arroganza del Potere.

Quale miglior simbolo da irridere se non quello del denaro? Quale idolo - cui tutti porgono il massimo rispetto e per cui si è disposti a tutto – profanare se non il ”soldo”? Quale simulacro tanto prezioso quanto privo di valore intrinseco? Quale strumento tanto spietato e tanto precario essendo, alla fin fine, solo un pezzo di carta?
Le contraddizioni intrinseche del denaro come affermazione ontologica e persistenza dell’essenza politica nella nostra realtà sono alla base del lavoro di Chiesa. L’artista mette a nudo uno dei contrasti più stridenti del mondo in cui viviamo. Una riflessione tanto più efficace, quanto più in contrapposizione al credo imperante che vede nell’economia e nei suoi meccanismo finanziari l’unica risposta possibile all’ideazione della nostra società.

Non è un caso che il progetto T.R.U.E. abbia il suo primo atto a Genova, dato che qui, nel 1407, è nata la prima vera e propria banca moderna, ovvero il Banco di San Giorgio. Questo ricordo storico, tuttavia, non è per Chiesa che un frammento di memoria che si deve intersecare sull’assoluto presente dell’azione pura, critica, spontanea e immediata.
T.R.U.E. Project è soprattutto un beffardo grido di dolore. La grottesca immagine di una società che immagina il suo futuro basandosi su carta senza valore – ricordiamo, infatti, che le nostre banconote non godono più di parità aurea dagli anni settanta. In questo quadro totalmente surreale della finanza mondiale, il discredito gettato sugli artisti e sull’arte in genere sembra riprendersi una rivincita amara.
In questa realtà sconfitta nelle sue categorie fondanti, solo artisti come Eleonora Chiesa possono aprire il nostro sguardo a nuovi possibili soluzioni, nuove fruibili destinazioni. Tutti noi siamo parte delle performance di Chiesa se sapremo condividerne la  sincerità e la sua salace gestualità espressiva. Una riflessione da cui non ci si può astrarre, non si può non parlare.

                                                                                                                                     ( Andrea Becchi )