About Identity
performance 2005

Azione nell'ambito della mostra 'Corpi rituali ' a cura di Fabrizio Boggiano presso Centrale Idroelettrica di Vittorio Veneto.


Invitata a concepire e realizzare un'azione intorno al tema del rito e delle sue origini, ho deciso di concentrare la mia attenzione sul concetto sfuggevole di Identità ( collettiva e individuale ) e  di come questo cambi a seconda del diverso ambito storico e culturale in cui è inserito .
'Io è un altro' diceva Rimbaud, mentre gli antichi greci, reputavano 'il conosci te stesso' di Delfi obiettivo e vertice del cammino interiore di ogni filosofo o uomo evoluto.
Per trovare l'Io originale dobbiamo abbandonare noi stessi, le nostre certezze e le nostre credenze; per trovare l'Io originale che alberga dentro di noi dall'origine del mondo dobbiamo perdere tutto, spogliarci di ogni superfluo segno estetico della cultura in cui siamo stati educati, le caratteristiche interiori ed esteriori del personaggio che ci è stato assegnato e che in qualche modo abbiamo accettato consciamente o inconsciamente.

Dinamica dell'azione
Ho chiesto a Elisa, (interprete della perfomance insieme a me) di indossare l'abito da sposa di mia madre mentre io ho deciso di indossare il mio, dopo di che le ho chiesto se poteva accompagnarmi fino alla riva del lago in cui avrei dovuto tuffarmi una volta spogliata di tutti i possibili segni identitari quali vestiti, scarpe e capelli. Elisa ha accettato; le ho detto che la sua figura saprebbe stata una sorta di 'elemento magico' una guida in questo rito, qualcuno che mi porgesse le forbili e mi tagliasse la prima ciocca di capelli e così è accaduto
Abbiamo percorso insieme la strada che portava al lago, ho tolto i vestiti, siamo andate sulla riva, ho cosparso la mia testa di cenere ed ho tagliato i miei capelli ciocca a ciocca, dopo di che mi sono tuffata in acqua.



Testo in catalogo

' Rito di passaggio ovvero rito di separazione o purificazione. 'Katharsis' o catarsi, che originariamente significa 'purga'. Purificazione  ovvero separazione, che trattenendo il migliore butta via il peggiore. Purificazione del corpo, purificazione dell'anima, del pensiero. La propria immagine è per il corpo un cerchio mancato dove l'intenzione percettiva si confonde con la convenzione della percezione.
Non è l'identità. L'identità è spesso concepita come qualcosa che si sottrae al mutamento, si salva dal tempo. E' il nocciolo duro che rimane al di là del fluire delle circostanze, fondamento perenne e rassicurante della vita individuale. Avere un'identità significa anche appartenere ad una classe ben definita, condividere con altri delle caratteristiche generali, ripetibili . Allora l'identità non inerisce all'essenza di un soggetto ma dipende dalle nostre decisioni. Decidere l'identità è violenza contro le connessioni e tentativo di salvarsi dal flusso del mutamento. '

( Nadia Zucchi )




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Foto credit : Sergio Muratore